'Carpe Diem' Aglianico del Vulture

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Formato: 0,75 l.
Classificazione: Aglianico del Vulture D.O.C. (DOCG dal 2 agosto 2010)
Casa vinicola: "Consorzio Viticoltori Associati del Vulture".
Zona di produzione: Colline del Vulture (Pz-Basilicata).
Uvaggio: 100% Aglianico del Vulture.
Sistema di produzione: Spalliera.
Maturazione e affinamento: In botti di rovere per almeno 18 mesi e successivamente in bottiglia.
Vendemmia: 2004.
Contenuto alcolico: 13%.
Colore: Rosso granato vivo con riflessi aranciati dopo l'affinamento.
Profumo: Pieno, odore vinoso con ricordo di viola.
Sapore: Asciutto, ricco di corpo e giustamente tannico.
Temperatura di servizio: 18/20° C avendo cura di ossigenare un'ora prima della degustazione.
Abbinamenti consigliati: Ottimo con arrosti, carni rosse, cacciagione, piatti piccanti e formaggi quali il caciocavallo.


Per saperne di più...

L’Aglianico è un vitigno tipicamente meridionale, di origini antichissime e splendidamente acclimatato anche in Campania, nei pressi del Vesuvio, ed in Irpinia... ma è sulle pendici vulcaniche del Vulture che l’Aglianico ha sviluppato grandi doti che si esprimono con l’Aglianico del Vulture, una DOC che dal 2 agosto 2010 ha ufficialmente conseguito la DOCG dopo 40 anni di lunga attesa!
Non a caso nella zona nord della Basilicata, meglio conosciuta come "Lucania", intorno al massiccio del Monte Vulture, un antico vulcano inattivo da millenni, è praticata da secoli la coltura del vitigno, introdotto in queste contrade dagli antichi greci. E' questo l'ambiente ideale dove si è diffuso il vitigno come lo denuncia il suo nome originario Ellenico, deformato poi con il trascorrere dei secoli.
Il vino Aglianico del Vulture, che ha assunto la Denominazione di Origine Controllata nel 1971, è uno dei tre vitigni più importanti in Italia, tra l'altro molto difficile da coltivare e vinificare. Conosciuto ed apprezzato ovunque, le sue spiccate doti di qualità gli hanno valso il soprannome di "Barolo del sud".
In mezzo a paesaggi mozzafiato, ricchi di castelli e casali che recano le tracce del passaggio dell'Imperatore Federico II di Svevia, si incontra la cittadina di Barile che, con le sue famose cantine scavate nel tufo, è considerata simbolo e fulcro di un'area che da sempre mantiene alto il livello delle sue tradizioni enogastronomiche.
È a Barile, città del vino, che ha sede il Consorzio Viticoltori Associati del Vulture. Quest'ultimo riunisce, oggi, le cantine cooperative di base e le più antiche aziende viticole che hanno fatto la storia dell'enologia di questa regione. La struttura consortile è dotata di moderne attrezzature enologiche in grado di produrre ventimila ettolitri di vino, dei quali cinquemila sono invecchiati in botti di rovere situati in grotta. La naturale ricchezza biologica dei terreni, unita alla tradizionale abilità nel produrre vino, permette oggi al Consorzio dei Viticoltori del Vulture di ottenere importanti riconoscimenti sia in campo nazionale che internazionale.
E' un vino che non può mancare nella collezione degli appassionati e degli intenditori: l'annata 2003 ha ottenuto 2 bicchieri del Gambero Rosso 2006, quella del 2004 ha ottenuto 2 bicchieri del Gambero Rosso 2007. Diploma di Gran Menzione al Vinitaly 2009 per l'annata 2005.

 


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Prodotto inserito in catalogo giovedì 14 febbraio, 2008.

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